Cosa ho imparato

Avevo cominciato il mese di ottobre con una trasformazione nel mio modo di comunicare visivamente il mio percorso e i miei lavori. Avevo fatto un elenco di sette punti (che se volete andare a rileggere trovate il post qui)

Come è andata?

Direi bene, e no, tranquilli, non faccio una nuova lista.

Ho voluto provare su me stessa, mettendomi alla prova, come la comunicazione, (soprattutto sul canale che utilizzo di più cioè Instagram), fatta di immagini scattate bene e con cura fa la differenza.

Ma ho imparato che  le immagini da sole non bastano. Le immagini sono un mezzo che solo accompagnate da parole hanno la giusta valenza.

Così mi sono sciolta un poco, ho raccontato di più di me, della mia vita fatta di cose semplici, di una piccola famiglia che abita in un piccolo paese alle porte di Torino, ho fatto vedere il mio nuovo laboratorio durante qualche IG Stories, gli angoli in cui mi siedo a lavorare, i libri che leggo, le frasi che scrivo per i miei clienti, insomma  ho iniziato a raccontare quella che è la mia nuova via.

Ho imparato che il visual storytelling che racconta una quotidianità, lavorativa e non, fatta di parole semplici, di immagini  in cui ognuno può ritrovarsi, è il modo migliore che ho per fare vedere chi sono e cosa faccio.

Ci ho messo attenzione e cura, la stessa cura che metto nel creare i miei prodotti, i miei guanti e a preparare i pacchetti per le mie clienti.

Ho imparato che raccontando in modo spontaneo e sincero, le persone hanno piacere di ascoltare e guardare la mia piccola realtà , di interessarsi al mio piccolo business.

Non parlo solo di numeri e follower, certo sono aumentati del 30% dai primi di ottobre, ma questo era solo uno degli obiettivi.

L’ obiettivo importante per me è sapere che quello che racconto esprime quello che sono, che inevitabilmente si riflette in quello che creo.

Ho infine imparato ad ascoltare le persone che mi sono vicine, anche solo con il pensiero, a chi mi dice di mettere un po’ di colore e calore in più per sciogliere le briglie che mi tengono ancora frenata. Lo farò. Lo sto già facendo.

E questo è solo l’inizio. 

Piera

 

 

 

Una forza tutta “al femminile”

 “Se capita anche a te alle volte di finire dentro una bolla, porta con te uno spillo, ti sarà utile”

Questa settimana è stata strana. E’ come se avessi vissuto dentro a una bolla, persino i suoni sembravano ovattati e ho ascoltato distrattamente anche chi mi parlava. Colpa della bolla…

Questo però non significa che sono stata ferma immobile, tutt’altro. Ho dovuto fare una cosa importante per il mio futuro, ho sistemato un sacco di mattoni che andavano rimessi al loro posto e dopo averlo fatto sono andata in tilt. Per un paio di giorni sono stata chiusa in questa bolla di protezione.

Ieri finalmente ne sono uscita (senza spillo) con nuova energia.

Così ho finito di fare alcuni bijoux che mi hanno richiesto per Natale, ho confezionato un po’ di guanti “Not only for readers”ho fatto richiesta per partecipare a San Salvario Emporium, mi sono iscritta  a un corso di formazione che volevo fare e di cui parlerò in un altro momento. Ho interagito con altre artiste, artigiane, crafter. E devo dare ragione alla mia amica Danila… lei da brava job-coach e preziosa amica mi ha detto che avrei reagito al cambiamento con nuova energia, linfa nuova. Ed è stato così.

Perciò questa bolla mi ha aiutata alla fin fine.

Volete sapere se ho mai paura di questi cambiamenti? Sì, una paura matta, ma non mi faccio sconfiggere. Piango? Sì, come una scimmia. Poi però basta, rimbocco le maniche e riparto. Ho un sacco di lavoro da fare:

  • La prossima settimana saranno finalmente pronte le nuove sciarpe. Saranno in vendita nel mio shop da fine ottobre, ma in edizione stra-stra-limitata;
  • I guanti Not only for readers avranno due nuovi amici, alcuni piccoli, altri più che amici sono cugini… ma vi racconterò di loro con calma, prendendoci magari comode un caffè (virtuale…) assieme…

A presto

Piera

 

Due passi indietro ma anche di lato


“Due passi indietro, una piroetta. E corro via”.

Vi ho già detto che ottobre è il mio mese? Sì?!

Il prossimo martedì sarà il mio compleanno… invecchio? Non proprio, mi piace dire che divento grande, è il mio corpo che invecchia e a volte non sta dietro al mio spirito e allora bisogna trovare un compromesso, come ad esempio rallentare, cambiare strada, ma mai mai mai smettere di camminare, crescere, evolvere…

Nel mio cammino ho scoperto che fare due passi indietro (ma anche di lato) invece che dieci in avanti e non fermarsi mai, fa bene sia al corpo sia alla mente. I miei due passi indietro (ma anche di lato) mi vedono ritornare alla mia vera grande passione che sono i filati e la loro infinita possibilità di utilizzo nei capi moda e negli accessori come il bijoux tessile.

Così un po’ ascoltando l’istinto, un po’ per gioco, ho ripreso a fare un modello di braccialetto a crochet, un bracciale adatto a filati preziosi, come ad esempio il cachemire,  ma che ieri ho fatto con un filato particolare  e perfetto per me. Così ho creato questo braccialetto al quale ho applicato una rosellina di raso, qualche bottone vintage e un fiore fatto a crochet.

Che dite, vi piace?


Ho utilizzato un filato composto  70% di seta e 30% di lana, ma la particolarità di questo filato è che è tinto con erbe naturali, officinali e te ne accorgi fin da subito dal profumo che emana. Il filato è uno di quelli prodotti da Margherita Bratti,  proprietaria del laboratorio e marchio VIACALIMALA a Torino.

Nella mia ricerca di filati e tessuti sostenibili che voglio utilizzare per le mie creazioni quelli di VIACALIMALA rispondono alle mie esigenze: sono filati naturali, non trattati chimicamente, sono made in Italy e a 10 km da casa mia… in più sono adatti ai miei modelli, come per questo braccialetto.

Peccato non possiate sentirne il profumo attraverso le fotografie…

Il braccialetto è disponibile in vendita qui e a breve anche come pattern scaricabile.

“E ora che ho fatto due passi indietro, ma anche una piroetta sul posto, posso andare avanti, ci sono altri nuovi passi che attendono”.

A presto.

Piera