L’odore dell’autunno 

Lo sentite anche voi l’odore dell’autunno nell’aria? Io lo percepisco al mattino quando attraversiamo il parco vicino a casa per portare la piccola della famiglia a scuola. Sento l’odore della terra e quel sottile profumo di muschio. Raccolgo le prime foglie ingiallite che custodisco  dentro ai libri.

Ieri poi ho trovato i primi cachi dal verduriere! I cachi e le castagne sono l’autunno per eccellenza. Anche in casa i colori subiscono una trasformazione. Sul divano compaiono le prime coperte (ne ho cominciata una ai ferri da poco…), le candele accese profumano il soggiorno e il mio studio (la mia candela profuma di cannella e agrumi e si chiama Serendipity).

Il cesto della frutta si tinge del rosso e del giallo delle mele,  dell’arancione dei cachi, aspetto l’arrivo delle prime noci e tutto proprio tutto prende forma, anche in casa si ha questo rito di passaggio da estate ad autunno.

La trasformazione avviene anche in me. Ritorno a leggere assiduamente i libri lasciati sugli scaffali, comincio a fare torte e qualche volta il pane, arrivano gli amici a cena al sabato sera e chiacchieriamo delle vacanze passate, di quanto siano state belle e anche un po’ avventurose, mentre i nostri bambini giocano felici come quando erano in riva al mare.

Ho voglia di casa, mai come quest’anno ho voglia di casa e ho voglia di trascorrere il mio tempo con gli amici che mi fanno sentire bene.

Anche gli amici sono famiglia.

Piera

NOT ONLY FOR READERS 

Quando ho iniziato a lavorare a crochet avevo un blog che si chiamava Carta Pezza Calamaio. A quei tempi lavoravo ancora nelle Risorse Umane e non volevo che il mio nome vero comparisse al di fuori dell’ambito lavorativo, ma dietro a quel nome c’ero io con i miei uncinetti e (già allora) i miei gomitoli.

Poi le cose sono cambiate, ho iniziato a creare gioielli tessili, poi gioielli di ricerca con i metalli e ho avuto la necessità invece di essere riconosciuta per quella che sono, con nome e cognome, ero finalmente libera di esprimere e liberare la mia vera essenza, tuttavia gli accessori tessili, guanti, sciarpe, sciarpa-collane, hanno continuato ad avere il brand Carta Pezza Calamaio by Piera Romeo.

L’altro giorno, quando ho realizzato questi guanti senza dita con i bottoni a fiorellino ho pensato che ci voleva un nome opportuno che li rappresentasse. Ho pensato e ripensato al nome che avrei potuto dare, ma proprio non mi venivano idee… guanti con fiorellini, fiorellini e boh, fiorellini e che ne so…e quelli senza i bottoni che nome avrebbero potuto avere?

Così ho iniziato a chiedermi quale funzione avessero i miei guanti. Tengono le mani al caldo, ok, ma perché sono diversi? Sono diversi perché lasciano le dita libere di fare quello che siamo abituati a fare anche quando usciamo di casa e fuori fa freddo… e io, io, perché li uso? Quando li uso? Io li uso quando esco, prendo la métro o il pullman e mi siedo, apro un libro e leggo e i guanti sono comodi perché le mie dita sono libere di sfogliare le pagine…e se uno legge un e-book? Bene, meglio ancora! con questi guanti le dita sono libere di sfogliare ogni tipo di pagina, anche quelle elettroniche.

Ma poi ho pensato alle mie clienti, a quelle vere e a quelle ideali (Gioia Gottini docet). Le mie clienti non sono solo delle avide lettrici: ho clienti che indossano i miei anelli che spesso sono anelli grandi e che non stanno nei guanti con le dita, ho clienti che hanno mani bellissime con unghie perfette, perché nasconderle? Ho clienti avvocato che hanno bisogno di usare lo smartphone, di essere eleganti ma ugualmente con un accessorio particolare (come Sara che è una avvocatessa bellissima e sempre elegante e li ha scelti in grigio)…

E poi ci sono le clienti amiche come la mia amica pittrice Cecilia, la prima vera utilizzatrice dei guanti, lei ne ha un paio vecchissimi e usurati oramai (forse dovrei fargliene un paio nuovo) perché li usa anche quando dipinge e disegna.

L’anno scorso poi ho conosciuto Alessia. Alessia è una fotografa (lei sarebbe una bella storia da raccontare), una donna di quelle che ha creduto in se stessa e nel suo sogno e oggi è una fotografa matrimonialista d’eccezione. Quando Alessia ha visto i guanti senza dita li ha voluti subito, perché effettivamente, avendo le dita libere, avrebbe potuto ugualmente scattare le fotografie durante i matrimoni al freddo senza congelarsi le mani e pur mantenendo la sua eleganza (i suoi sono neri). Elegante e pratica.

Ed ecco il nome perfetto per i guanti perfetti: “NOT ONLY FOR READERS“, non solo per i lettori, ma anche per pittori, disegnatori, fotografi…per chiunque abbia voglia di qualcosa di diverso e fatto a mano, qualcosa che abbia significato, valore e che racconti una storia, come mio solito…

NOT ONLY FOR READERS sono in vendita da oggi qui

NOT ONLY FOR READERS non saranno soli, presto avranno dei cugini, fratelli, amici…

state connessi e lo scoprirete…

Piera

P.S. La profumatissima candela in tazzina Vintage in fotografia è di Cera una bolla).

Cambiare (per rimanere se stessi)

“Non avere paura di perdere o di cadere. Non avere paura di cambiare e allontanarti dalle tue abitudini o dalle cose che ti sono familiari. Ama più che puoi e accogli i cambiamenti per restare te stesso”

Ho finalmente accolto con fiducia e serenità i cambiamenti avvenuti in me negli ultimi mesi.

Sono stati mesi di tormento interiore e sofferenza, una sofferenza causata dalla presa di coscienza che creare gioielli non mi stava dando più la gioia di un tempo.

Ricordo perfettamente la sensazione di gioia ed emozione quando da uno strumento a fiato rotto, vecchio e malandato ho realizzato il mio primo bracciale in ottone. Da ormai troppo tempo  quella sensazione non la provo più.

Ho così arrestato la mia corsa verso quel qualcosa che non volevo più rincorrere e mi sono detta che forse era meglio fermarsi.

Ho avuto paura, la paura di ammettere di essermi sbagliata, anche la paura di non potere tornare più indietro.  Ma per fortuna è arrivato il mese di luglio e con lui il viaggio in Danimarca con la mia piccola famiglia, un viaggio che mi ha portata a scoprirmi felice ed emozionata di fronte alla bellezza delle piccole cose della vita. Felice di vedere due mari ancora capaci di abbracciarsi, emozionarmi di fronte a una foca che sa godersi gli ultimi raggi di sole del tramonto, felice di chiacchierare con sconosciuti che hanno ancora voglia di raccontare le loro storie.

Ho preso consapevolezza di me, ho cominciato a rallentare, a darmi tempo anche solo per respirare, senza fretta. E ho ricominciato a sorridere.  Ma se penso ai gioielli, al dovere per forza creare qualcosa che non mi appartiene, ecco che il sorriso va via.

Così ora so che per rimanere fedele a me stessa devo cambiare. Ecco perciò che da oggi smetto di fare gioielli, lo accetto, accetto il cambiamento, accetto questa mia nuova fase, questo nuovo percorso. Accantonerò i gioielli, per lasciare la mia indole creativa libera, senza etichette, senza vincoli, perché la cosa che mi manca di più nel mio processo creativo è la libertà di potermi esprimere in altre diverse forme artistiche che ho trascurato per troppo tempo.

 

I gioielli? Li guarderò così, come in questo scatto. Sono fiera di loro, di come hanno saputo nascere dal nulla, di come hanno saputo emozionare me e chi li ha scelti,  per alcuni diventare oggetti preziosi.

So che sapranno aspettarmi, perché prima o poi, io da loro tornerò.

Piera